Google ed il futuro: cosa sta succedendo?

Ho appena aperto una discussione dal titolo: Google Preferred Sites: morte del Pagerank? Forse quella dei concorrenti di Google

C’è timore nel settore che questa possa essere una rivoluzione, integrata alle ultime novità sull’interazione di Google con gli utenti.

Ecco cosa ne penso:

Secondo me non si tratta della morte del Pagerank, ma più che altro di una strategia che hanno messo in moto tempo fa.

L’ho ribadita al 3° Convegno gt, quando si iniziò a discutere di Google Search Wiki:

Google è arrivato ad un livello tale di qualità di algoritmi che l’investimento (risorse umane e soldi) per migliorarli sarebbe davvero troppo per il risultato misero che potrebbe ottenere. Quindi si muove su altre strade.

Questa teoria per la prima volta l’ho sviluppata insieme ad Enrico Madrigrano ad uno dei suoi corsi, durante le pause. Era il 2006 e discutevamo di come gli algoritmi di Google erano arrivati già ad un ottimo livello, quindi ci aspettavamo che i forti cambiamenti venissero in altri campi (come quello Hardware). Per il campo Hardware abbiamo poche news, ma i rumors in giro parlano di macchine che non esistono sul mercato, progettate internamente. E non è una pazzia, se pensiamo a tutti i progetti che realizzano nel campo dell’energia

Oggi si può dire che non ci sono grosse novità nel calcolo dei punteggi dei documenti, mentre le vere e proprie rivoluzioni le sta effettuando nell’interazione con l’utente. Immaginatevi quando riuscirà a far sentire ognuno di noi parte di quello che è il miglior servizio del web.

“Io faccio parte di Google. Io lo aiuto a pulire e migliorare le sue ricerche.”

Questa si che è una vera e propria rivoluzione; dovremmo essere felici però, è esattamente quello che molti sostenevamo anni fa: l’unico che può fare concorrenza a Google, sarebbe un motore di ricerca fatto da umani, in stile open source, come potrebbe fare Wikipedia (poi uscì Wikia).

Eccolo lì. Altro che concorrente

Non morirà neppure la SEO. Anche immaginando il futuro ipotizzando un mondo dove tutti hanno un Google Account con ricerche personalizzate, la parte algoritmica continuerà ad esistere soprattutto perchè ha un grosso valore nel scoprire i nuovi siti web e quindi proporli agli utenti.

Neanche gli umani sono perfetti


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